Oggi è l’11 ottobre e l’11 ottobre 2016 nasceva Gino Manni. A lui è intitolato lo stadio comunale di Colle di Val d’Elsa dove gioca la Colligiana. Con i colori biancorossi Gino ha giocato ed allenato a più riprese. Gino è stato il mister della Colligiana che nel 1957/58 ha ottenuto quello che fu salutato come il record europeo di vittorie consecutive (17). Ed a lui la Colligiana deve molto per vittorie, esordi di giocatori che hanno poi fatto la storia dei colori biancorossi e promozioni.
La sua storia:
Gino Manni nacque a Colle di Val d’Elsa l’11 ottobre 1916. Cresciuto nel settore giovanile della Colligiana è stata la massima espressione calcistica di Colle di Val d’Elsa, la sua città natale che, dopo la sua scomparsa, gli ha intitolato il nuovo stadio comunale. Nel 1933, il popolare “Chinino”, come era chiamato, dopo essere stato liberato dalla società biancorossa per inattività e dopo avere scartato il trasferimento al Pisa ed al Termini Imerese in Prima Divisione, passò al Siena in serie B, dove faceva parte di una formazione passata alla storia e rimasta nei cuori dei tifosi bianconeri: Erbinovi, Manni, Passalacqua, Biasotto, Pellagatta, Macchi, Renoldi, Lenzi, Bandini, Solbiati, Gambini. Manni fu chiamato come centravanti <<poi bisticciai con il titolare Carbonelli e ci feci a cazzotti, da allora in poi giocai terzino>>. Nel 1938 passò al Modena (città dove venne trasferito per il servizio militare e proprio il servizio militare sarà fondamentale per i suoi trasferimenti) e con i colori gialloblù esordì in Serie A. Nel campionato 1939/40, vinto dall’Ambrosiana-Inter, il Modena retrocedette ma Manni continuò a vestire la maglia color “canarino” altri tre anni prima di passare alla Juventus allenata da Felice Placido Borel II. Passarono poche settimane e il “militare” Manni venne trasferito al sud e precisamente a Napoli. Qui giocò nella squadra partenopea che partecipava al campionato di serie B, e giocò in coppia con il nazionale Pretto. <<dapprima il regime favoriva i giocatori facendoli andare militare nel reggimento di stanza nel posto dove giocavano, poi le cose degenerarono. Io ero alla Centauro, in Piemonte a Racconigi. Fu qui che firmai un contratto con la Juventus, dove mi preparai con il nuovo sistema: cinque giocatori in attacco e cinque in difesa. Però non ebbi tempo di giocare: arrivò l’ordine di andare a Napoli per imbarcarsi alla volta di Tobruk. A Napoli, grazie a Sentimenti II, il fratello di Sentimenti IV, che aveva giocato con me nel Modena, riuscii a non farmi imbarcare per giocare in quella città. Fui anche fortunato perché la nave fu affondata. Così rimasi un anno al Napoli>>. Con l’avanzata delle truppe alleate vennero organizzati nuovi campionati: il campionato di serie A Alta Italia e un Campionato Centro-Sud A e B; le prime quattro classificate di ogni girone partecipavano poi al Girone Finale della Divisione Nazionale 1945/46 che venne vinto dal Torino. Vi partecipò anche il Napoli (unica squadra di B entrata in finale), che si classificò al quinto posto della graduatoria finale. Manni, che nel frattempo era tornato al Siena, partecipò al campionato nel girone Centro-Sud con la maglia del Siena che si classificò penultimo nel girone. <<Dopo l’anno a Napoli, l’8 settembre tornai al Siena, infine feci quattro anni di Cosenza in Serie B>>. Nella stagione successiva Manni passò al Cosenza che disputava il campionato di Serie B e qui rimase per alcune stagioni prima di “appendere le scarpette al chiodo”. Iniziò quindi la carriera di allenatore con la sua prima squadra, la Colligiana, che allenerà a più riprese. Come allenatore della squadra biancorossa ha vissuto una delle pagine più esaltanti della sua storia in quanto la Colligiana, nella stagione 1957/58, non solo vinse il campionato di Prima Divisione dilettanti ed il titolo toscano di categoria, ma ottenne, con 17 vittorie consecutive, il record europeo di vittorie consecutive. Ha allenato anche altre squadre toscane di dilettanti, tra cui Castellina, Certaldo, Poggibonsi e Pontedera, con buoni risultati. Con il 1977 ha definitivamente cessato la sua carriera di allenatore che è sempre stata ispirata alla cura ed alla crescita dei settori giovanili. Deceduto nel 1992, il 19 novembre 1993 (alla presenza del figlio Luciano, anche lui valido calciatore poi passato al Messina e al Torino per quindi tornare alla Colligiana come giocatore e capitano per varie stagioni fino al campionato 1975/76) gli è stato ufficialmente intitolato lo Stadio Comunale di Colle di Val d’Elsa che porta ora il suo nome.
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