Anche Roberto Silvestri, l’ultimo arrivo in maglia biancorossa si è unito al gruppo a disposizione di mister Ghizzani. Due sedute di allenamento mattina e pomeriggio nella giornata di oggi, mentre domani è in programma la prima uscita in una gara amichevole a Scandicci con inizio alle ore 17,30.

La parola al preparatore dei portieri Marco Rustioni che aveva già svolto lo stesso ruolo nella Colligiana dal 2000 al 2004. Marco, della serie a volte ritornano <<Si è stata una felice sorpresa; non avevo abbandonato del tutto il mondo del calcio con la parentesi da assessore presso comune di Tavarnelle avendo collaborato con Uberto Gatti nella Rappresentativa regionale. Poi è arrivata questa opportunità con Ghizzani a cui sono legato non solo per averlo conosciuto già quando giocava nell’Impruneta ed io facevo già il preparatore e soprattutto il richiamo di una Società come la Colligiana dove, come hai detto tu, ero già stato e stato bene. Ho pertanto come si dice buttato il cappello per aria dell’età e ritentato questa nuova avventura all’interno di quel rettangolo e di un mondo che ha rappresentato molto nella mia vita>>. Di quelle stagioni in biancorosso quale dei portieri ricordi particolarmente? <<Su tutti Andrea Angelucci, un signor portiere, sicuramente uno tra i più forti che io abbia mai allenato e che non ha fatto la carriera che meritava; tra l’altro nonostante la retrocessione, ed il ruolo che ricopriva fu premiato come miglior giocatore avendo fatto un grandissimo campionato. Un altro grande portiere è stato Gianni Di Fiore che ho poi allenato anche a San Gimignano. Gianni, non me ne voglia ma lo sa, non ha fatto carriera ma è simpaticamente e classicamente napoletano con la voglia di lavorare che arrivava fino a un certo punto; altrimenti da un punto di vista tecnico uno dei più completi che abbia mai allenato: mani, piedi, posizionamento, uscite, con Angelucci sicuramente uno dei più forti>>. E i giovani di oggi? <<Penso che qualche responsabilità noi preparatori dei portieri ce l’abbiamo perché non vedo grandi eccellenze, ma del materiale sul quale poter puntare e lavorare>>. E questi tre che ora hai sotto torchio? <<È ancora prematuro forse parlarne perché sono pochissimi giorni che li alleno ma una cosa posso già dirla, sono tutti e tre ragazzi in gamba, volenterosi e con grosse capacità di adattamento; hanno già metabolizzato il mio metodo di lavoro e chi sono per cui siamo partiti già con il piede giusto. A parte l’età, guardando la fisicità sono tre portieri completamente diversi. Si parte da una struttura massiccia o matura come quella di Emanuele fino alla struttura più esile di Matteo che è il più giovane dei tre; in ogni caso c’è la possibilità di poter lavorare bene con tutti e tre>>.