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SCUOLA CALCIO ELITE scuola calcio qualificata dalla FIGC 

 

UNA SFIDA ANCORA PIÙ BELLA  

INTRODUZIONE

Dopo aver raggiunto l’importante obiettivo del riconoscimento federale di

SCUOLA  CALCIO  QUALIFICATA e di SCUOLA CALCIO ELITE

La U.S.D. COLLIGIANA anche durante la stagione 2017/18 si propone di seguire sempre meglio i bambini e i ragazzi che si avvicinano al mondo del calcio e dello sport, attraverso un programma adeguato in cui si impara divertendosi. Gli allenamenti della scuola calcio si svolgeranno nel campo sussidiario e nei due campi da calcetto, uno dei quali al coperto con spazi adeguati ed ben attrezzati. L’attività sarà organizzata su dieci mesi e si concluderà al 30 giugno 2018. Come nello scorso anno saranno organizzati incontri tra i genitori ed alcuni  professionisti, come la Prof.ssa Liliana Signorini, psicologa, con il Prof. Mauro Bettini , della FIGC  ed infine con la Dott.ssa Evelyn Capalbo, dietologa,  che avranno il principale compito di fornire indicazioni e suggerimenti per il benessere psico-fisico dei bambini e dei ragazzi.
Tutto sarà coordinato dal responsabile del settore giovanile, Paolo Fiaschi e dal Responsabile della Scuola Calcio Secchi Sergio.

Il gruppo degli allenatori/istruttori presenta alcune novità ed importanti conferme ed è così formato:

Responsabile Settore Giovanile: Paolo Fiaschi

Responsabile Amministrativo: Alberto Rabazzi  

coordinamento tecnico di indirizzo: Stefano Carobbi – Giacomo Biagi – Simone Luise – Ciro Di Meglio – Sergio Secchi – Alberto Rabazzi   

Responsabile Scuola Calcio: Secchi Sergio

 

Istruttori:

esordienti fair play (2005): Alberto Creatini

pulcini a nove (2006): Roberto Biotti – Edoardo Bassanello

pulcini a sette (2007): Filippo Giannetti – Marcello Ragazzo – Riccardo Ragoni 

pulcini a cinque (2008): Fulvio Provvedi – Sergio Ivaldi

primi calci a cinque (2009): Samuele De Santi – Marino Rossi 

Piccoli Amici 2010 :  Edoardo Biagi – Gianluca Fineschi 

Piccoli Amici: Fleano Pineschi

Staff:

Responsabile Segreteria S.G.:

Medico:

Dietologa: Evelyn Capalbo

Psicologa: Liliana Signorini

Preparatore del portieri: Leonardo Panighetti, Filippo Giannetti, Fulvio Giannotti

Allenatore della Tecnica:

Educatrice Motoria: Andrea Cancelli, Daniela Rugi.

 

 

Per raggiungere tale scopo, la stagione sportiva è stata suddivisa in tre macro-fasi.

Conoscenza

01 settembre – 30 settembre: l’organizzazione dell’attività proposta ha lo scopo di formare dei gruppi omogenei suddivisi in classi d’età, in funzione del numero degli iscritti e degli impianti disponibili; dal punto di vista tecnico-didattico, questa “fase di conoscenza” consente all’istruttore di ottenere la partecipazione di tutti gli allievi attraverso la proposta di attività ludiche e di divertimento; l’intervento dell’istruttore è di tipo educativo, rivolto, cioè, a far capire ai ragazzi quali sono le regole da rispettare.

Approfondimento

01 ottobre – 31 marzo: l’attenzione si focalizza sulla tecnica di base e sull’aspetto fisico-motorio; l’attività svolta, dunque, è finalizzata al miglioramento della tecnica di base e delle capacità motorie consolidando gli aspetti educativi.

Valutazione

dal 01 aprile al 02 maggio – : l’attività deve proseguire sulla stessa linea del periodo precedente; una scheda valutativa generale e soggettiva dovrà essere compilata dagli istruttori per indicare il lavoro svolto, gli obiettivi raggiunti e le difficoltà incontrate.

 

COME SI OPERA NELLA SCUOLA COLLIGIANA

Affinché si realizzi una migliore organizzazione tecnico-didattica, la scuola calcio Colligiana si prefigge di raggiungere, durante il ciclo completo della scuola-calcio, obiettivi educativi generali che vengano concretizzati non solo da un punto di vista della specificità della disciplina ma anche in rapporto al fattore relazionale. Attraverso la programmazione stilata dal responsabile della scuola-calcio, viene posto l’accento sulle finalità educative quali la sicurezza di sé, l’auto-controllo, la collaborazione e la cooperazione, la capacità d’iniziativa, l’appartenenza al gruppo e il rispetto delle regole.

Tutto ciò fa da contorno agli obiettivi motori, tecnici e tattici su cui si basa la programmazione didattica i cui punti-cardine sono:

Analisi della situazione di partenza

E’ la fase preliminare nella quale occorre prendere in considerazione l’allievo e l’ambiente da cui proviene. E’ indirizzata, in generale, sull’aspetto riguardante la socializzazione del bambino. Le informazioni di base derivano: dai colloqui con i genitori; da osservazioni soggettive degli istruttori durante la pratica sportiva e attraverso la compilazione di schede di ingresso in cui vengono espressi giudizi tecnici e relazionali.

Individuazione e formulazione dei problemi educativi

Rappresenta la seconda fase della programmazione in cui vanno analizzati i problemi generali legati all’età degli allievi; è fondamentale capire, prima di iniziare ad operare, che il periodo che stanno affrontando si può definire “critico”: il bambino passa da una fase tipicamente “egocentrica”, in cui è abituato ad organizzarsi prendendo come punto di riferimento il proprio corpo, ad una in cui inizierà a scegliere altri punti di riferimento fino a relazionarsi con l’ambiente e ad interagire e collaborare con i compagni. Ciò si evince dal comportamento motorio del bambino che mostra una notevole vivacità.

Individuazione degli obiettivi educativi e didattici

A questo punto, l’educatore determina i modi attraverso i quali favorire i processi di apprendimento del bambino. Gli obiettivi possono essere generali o specifici: i primi rispondono all’esigenza di educare attraverso lo sport, mentre gli altri sono indicati per far raggiungere al bambino la competenza nella disciplina svolta. I contenuti vengono selezionati in relazione alla fascia d’età e alle tappe dello sviluppo motorio, auxologico e psicologico. L’interazione tra le due classi di obiettivi è fondamentale: più abilità vengono apprese e maggiore sarà lo sviluppo delle potenzialità del bambino; in questo modo aumenta la stima in sé stesso.

Organizzazione degli interventi

Rappresenta l’insieme delle azioni didattiche che rendono operativa la programmazione. La lezione, o seduta d’allenamento, rappresenta per l’istruttore un valido strumento per proporre, senza approssimazione, attività appropriate per una corretta formazione tecnico-sportiva. Il piano d’intervento didattico è suddiviso in tre fasi che si integrano tra loro per intensità e durata:
Fase di avvio: è rivolta a preparare l’allievo attraverso esercizi poco impegnativi, già conosciuti, che non richiedano molte spiegazioni e che consentano di avviare quei processi mentali che, in forma più complessa, saranno stimolati nella fase centrale della seduta.
Fase centrale: impostata in funzione degli obiettivi da realizzare, deve essere organizzata secondo una sequenza logica che esprima il significato didattico che si vuole raggiungere. La struttura a stazioni consente un coinvolgimento di tutti i bambini poiché permette di lavorare a piccoli gruppi e in spazi ridotti, quindi la dispersione è ridotta al minimo. Gli obiettivi che vengono perseguiti sono di tipo tecnico, tattico e fisico-motorio. Solitamente s’inizia con esercitazioni tecniche o con attivazione psicocinetica o coordinativa che vengono in seguito riproposte in situazioni di gioco inizialmente semplificate e poi complesse. In questa fase riveste un ruolo fondamentale anche l’aspetto educativo: viene consentita, agli allievi, una certa autonomia dopo la spiegazione dell’esercizio; vi sarà un miglioramento nella capacità di prendere decisioni, di elaborare “strategie” personalizzate, individuali; si dà la possibilità di giocare in forma collettiva; i bambini, quindi, apprendono i presupposti per operare in un contesto di squadra e sviluppare le loro capacità di socializzazione e relazione; inoltre, la presenza dell’avversario stimola la capacità di confrontarsi e, di conseguenza, l’aspetto agonistico che, come accennato in precedenza, rappresenta, insieme al gioco,una delle naturali tendenze dell’individuo. Proprio per questo motivo, le attività pratiche proposte avranno sempre una componente ludica e il pallone sarà sempre presente.
Fase finale: al termine della lezione è previsto uno spazio libero in cui i bambini vengono lasciati giocare liberamente in modo che si avrà la possibilità di verificare se i gesti proposti sono stati appresi e riproposti spontaneamente. Questa fase rappresenta un momento importante per comunicare con gli allievi.
Senza addentrarci troppo nei concetti riguardanti il ruolo dell’istruttore, è fondamentale che questi si prodighi per riuscire a creare un clima psicologico sereno e favorevole all’apprendimento del bambino. Dovrà prestare attenzione, oltre che agli aspetti metodologici, anche ai problemi e alle dinamiche che si verificano all’interno del gruppo intervenendo sempre in maniera tempestiva.

Verifica dell’attività

La valutazione, cui si riferisce questo punto, è differente sia nei contenuti che nelle modalità di effettuazione rispetto a quella d’ingresso perché permette di confrontare ciò che si voleva ottenere con i risultati di ciò che realmente si è ottenuto. Il controllo può essere realizzato in itinere, durante lo svolgimento del programma o alla conclusione del ciclo di allenamento.