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SCUOLA DI CALCIO

QUALIFICATA

 F.I.G.C.

targa scuola calcio elite

UNA SFIDA ANCORA PIÙ BELLA  

INTRODUZIONE

Dopo aver raggiunto l’importante obiettivo del riconoscimento federale di

SCUOLA  CALCIO  QUALIFICATA e di SCUOLA CALCIO ELITE

La U.S.D. COLLIGIANA avvia questa nuova stagione 2016/17 con il proposito di seguire sempre meglio i ragazzi che si avvicinano al mondo del calcio e dello sport, attraverso un programma adeguato in cui si impara divertendosi. Gli allenamenti si svolgeranno nel campo sussidiario in erba e nei due campi da calcetto, uno dei quali al coperto e, quindi, con un notevole miglioramento degli spazi di gioco. Inoltre l’attività sarà organizzata su dieci mesi e si concluderà al 30 giugno 2017. Come nello scorso anno saranno organizzati incontri tra i genitori ed alcuni  professionisti, come la Prof.ssa Liliana Signorini ed la Dott.ssa Evelyn Capalbo che avranno il principale compito di fornire indicazioni e suggerimenti per il benessere psico-fisico del bambino e dei ragazzi. Tutto sarà coordinato dal responsabile del settore giovanile, Antonio Galasso e dal Responsabile della Scuola Calcio Simone Luise.,
Il gruppo degli allenatori/istruttori presenta alcune novità ed importanti conferme ed è così formato:

Responsabile Settore Giovanile : Antonio Galasso.

Responsabile Scvuola Calcio:  Simone Luise

Istruttori:

2004: Roberto Biotti

2005: Francesco Giuntini

2006: Sergio Secchi

2007: Fulvio Provvedi – Samuele De Santis

2008: Marcello Ragazzo

2009: Marino Rossi

2010/11: Fleano Pineschi

Collaboratori Tecnici:

Giovanni Bandini, Niccolò Galasso, Gianluca Vianello.

Staff:

Responsabile Segreteria S.G.: Romano Raffaele

Medico: Francesco Di Bisceglie

Dietologa: Evelyn Capalbo

Psicologa: Liliana Signorini

Preparatore del portieri: Leonardo Panighetti

Allenatore della Tecnica: Miguel Torre

Educatrice Motoria: Daniela Rugi.

IN COSTRUZIONE

Per raggiungere tale scopo, la stagione sportiva è stata suddivisa in tre macro-fasi.
Conoscenza
01 settembre – 30 settembre: l’organizzazione dell’attività proposta ha lo scopo di formare dei gruppi omogenei suddivisi in classi d’età, in funzione del numero degli iscritti e degli impianti disponibili; dal punto di vista tecnico-didattico, questa “fase di conoscenza” consente all’istruttore di ottenere la partecipazione di tutti gli allievi attraverso la proposta di attività ludiche e di divertimento; l’intervento dell’istruttore è di tipo educativo, rivolto, cioè, a far capire ai ragazzi quali sono le regole da rispettare.
Approfondimento
01 ottobre – 31 marzo: l’attenzione si focalizza sulla tecnica di base e sull’aspetto fisico-motorio; l’attività svolta, dunque, è finalizzata al miglioramento della tecnica di base e delle capacità motorie consolidando gli aspetti educativi.
Valutazione
02 maggio – : l’attività deve proseguire sulla stessa linea del periodo precedente; una scheda valutativa generale e soggettiva dovrà essere compilata dagli istruttori per indicare il lavoro svolto, gli obiettivi raggiunti e le difficoltà incontrate.

 

COME SI OPERA NELLA SCUOLA COLLIGIANA

Affinché si realizzi una migliore organizzazione tecnico-didattica, la scuola calcio Colligiana si prefigge di raggiungere, durante il ciclo completo della scuola-calcio, obiettivi educativi generali che vengano concretizzati non solo da un punto di vista della specificità della disciplina ma anche in rapporto al fattore relazionale. Attraverso la programmazione stilata dal responsabile della scuola-calcio, viene posto l’accento sulle finalità educative quali la sicurezza di sé, l’auto-controllo, la collaborazione e la cooperazione, la capacità d’iniziativa, l’appartenenza al gruppo e il rispetto delle regole.
Tutto ciò fa da contorno agli obiettivi motori, tecnici e tattici su cui si basa la programmazione didattica i cui punti-cardine sono:

Analisi della situazione di partenza

E’ la fase preliminare nella quale occorre prendere in considerazione l’allievo e l’ambiente da cui proviene. E’ indirizzata, in generale, sul profitto scolastico e, più precisamente, sull’aspetto riguardante la socializzazione del bambino. Le informazioni di base derivano: dai colloqui con i genitori, ai quali può essere richiesto il documento di valutazione della scuola; da osservazioni soggettive degli istruttori durante la pratica sportiva e attraverso la compilazione di schede di valutazione in cui vengono espressi giudizi tecnici e relazionali.

Individuazione e formulazione dei problemi educativi

Rappresenta la seconda fase della programmazione in cui vanno analizzati i problemi generali legati all’età degli allievi; è fondamentale capire, prima di iniziare ad operare, che il periodo che stanno affrontando si può definire “critico”: il bambino passa da una fase tipicamente “egocentrica”, in cui è abituato ad organizzarsi prendendo come punto di riferimento il proprio corpo, ad una in cui inizierà a scegliere altri punti di riferimento fino a relazionarsi con l’ambiente e ad interagire e collaborare con i compagni. Ciò si evince dal comportamento motorio del bambino che mostra una notevole vivacità.

Individuazione degli obiettivi educativi e didattici

A questo punto, l’educatore determina i modi attraverso i quali favorire i processi di apprendimento del bambino. Gli obiettivi possono essere generali o specifici: i primi rispondono all’esigenza di educare attraverso lo sport, mentre gli altri sono indicati per far raggiungere al bambino la competenza nella disciplina svolta. I contenuti vengono selezionati in relazione alla fascia d’età e alle tappe dello sviluppo motorio, auxologico e psicologico. L’interazione tra le due classi di obiettivi è fondamentale: più abilità vengono apprese e maggiore sarà lo sviluppo delle potenzialità del bambino; in questo modo aumenta la stima in sé stesso.

Organizzazione degli interventi

Rappresenta l’insieme delle azioni didattiche che rendono operativa la programmazione. La lezione, o seduta d’allenamento, rappresenta per l’istruttore un valido strumento per proporre, senza approssimazione, attività appropriate per una corretta formazione tecnico-sportiva. Il piano d’intervento didattico è suddiviso in tre fasi che si integrano tra loro per intensità e durata:
Fase di avvio: è rivolta a preparare l’allievo attraverso esercizi poco impegnativi, già conosciuti, che non richiedano molte spiegazioni e che consentano di avviare quei processi mentali che, in forma più complessa, saranno stimolati nella fase centrale della seduta.
Fase centrale: impostata in funzione degli obiettivi da realizzare, deve essere organizzata secondo una sequenza logica che esprima il significato didattico che si vuole raggiungere. La struttura a stazioni consente un coinvolgimento di tutti i bambini poiché permette di lavorare a piccoli gruppi e in spazi ridotti, quindi la dispersione è ridotta al minimo. Gli obiettivi che vengono perseguiti sono di tipo tecnico, tattico e fisico-motorio. Solitamente s’inizia con esercitazioni tecniche o con attivazione psicocinetica o coordinativa che vengono in seguito riproposte in situazioni di gioco inizialmente semplificate e poi complesse. In questa fase riveste un ruolo fondamentale anche l’aspetto educativo: viene consentita, agli allievi, una certa autonomia dopo la spiegazione dell’esercizio; vi sarà un miglioramento nella capacità di prendere decisioni, di elaborare “strategie” personalizzate, individuali; si dà la possibilità di giocare in forma collettiva; i bambini, quindi, apprendono i presupposti per operare in un contesto di squadra e sviluppare le loro capacità di socializzazione e relazione; inoltre, la presenza dell’avversario stimola la capacità di confrontarsi e, di conseguenza, l’aspetto agonistico che, come accennato in precedenza, rappresenta, insieme al gioco,una delle naturali tendenze dell’individuo. Proprio per questo motivo, le attività pratiche proposte avranno sempre una componente ludica e il pallone sarà sempre presente.
Fase finale: al termine della lezione è previsto uno spazio libero in cui i bambini vengono lasciati giocare liberamente in modo che si avrà la possibilità di verificare se i gesti proposti sono stati appresi e riproposti spontaneamente. Questa fase rappresenta un momento importante per comunicare con gli allievi.
Senza addentrarci troppo nei concetti riguardanti il ruolo dell’istruttore, è fondamentale che questi si prodighi per riuscire a creare un clima psicologico sereno e favorevole all’apprendimento del bambino. Dovrà prestare attenzione, oltre che agli aspetti metodologici, anche ai problemi e alle dinamiche che si verificano all’interno del gruppo intervenendo sempre in maniera tempestiva.

Verifica dell’attività

La valutazione, cui si riferisce questo punto, è differente sia nei contenuti che nelle modalità di effettuazione rispetto a quella d’ingresso perché permette di confrontare ciò che si voleva ottenere con i risultati di ciò che realmente si è ottenuto. Il controllo può essere realizzato in itinere, durante lo svolgimento del programma o alla conclusione del ciclo di allenamento.